Visualizzazione post con etichetta chi vivrà vedrà. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta chi vivrà vedrà. Mostra tutti i post

domenica 11 agosto 2013

CINQUE LETTERE

Le cinque lettere più belle dell'estate.

Non sono TI AMO.
Non sono SCUSA.

Potrebbero essere FLIRT.
Potrebbero essere BIRRA.

Ma tutto si riassume in FERIE.

Ebbene sì, le meritate, sudate e agognate ferie sono arrivate anche quest'anno. E mentre ci si gustano i primi giorni senza sveglia e senza impegni, quasi quasi ci si comincia già ad annoiare. O forse no.
Questo sarebbe il momento in cui consigliare libri da portare in spiaggia, musica da ascoltare in campeggio o ricette per risolvere le cene con gli amici. Ma invece no.

Leggete quello che vi pare. Leggere fa bene allo spirito.
Ascoltate la musica che di va felici. Ballare e cantare fanno ringiovanire.
Mangiate tutto quello che vi va. Il cibo è una cosa meravigliosa.

Meladailabrianza probabilmente finirà il libro di Palahniuk che ormai ha sul comodino da troppo tempo. Ascolterà la musica più tamarra della stagione per riproporvela al rientro. E griglierà: o sì che griglierà.

E con questi brevi ma fondamentali suggerimenti, ci si saluta qui. 
Per rivedersi a settembre. Con il cervello già in fumo e mille cose da organizzare.

Il riposo degli eroi prima della battaglia.


SEE YOU SOON.



lunedì 29 luglio 2013

PAPA E GAY: QUESTIONE DI STILE

C'era d'aspettarselo. D'altronde piove.
Ma sarebbe stata meno inattesa una grandinata.

E invece arriva questo. "Chi sono io per giudicare un gay?"
Sette parole (visto il numero, ci sarà lo zampino della Cabala oppure di Viviana) che spiazzano, dal momento che non sono uscite dalla bocca di uno a caso, ma del Papa.
Sì, quel Papa che tanto aveva fatto tremare al momento della sua elezione date le sue precedenti dichiarazioni. Ma tant’è che questo è quello che è successo.

La cronaca del fatto.
Tornando a parlare della tanto famigerata lobby gay in Vaticano, che aveva suscitato scompensi e timori tra le toghe rosse dei cardinali, ci si aspettava chissà quale bufera. E invece, un serafico Francesco I se ne esce con: “La lobby gay non va bene, perché non vanno bene le lobby […] credo che si debba distinguere il fatto che è gay dal fatto che fa lobby ”. Ed ecco il primo sussulto.

In arrivo anche il secondo, perché il discorso, tenuto ai giornalisti in volo da Rio a Roma, continua così: “Se uno è gay e cerca il Signore, chi sono io per giudicarlo? Non si devono discriminare o emarginare queste persone, lo dice anche il Catechismo”. Eh già, lo dice anche il Catechismo. O meglio il Papa ci ricorda che per il Catechismo della Chiesa cattolica l'orientamento omosessuale non è peccato ma gli atti omosessuali sì. Vabè, dettagli.

E poi chiude con una frase un po’ sibillina: “Il problema per la Chiesa non è la tendenza. Sono fratelli. Quando uno si trova perso così va aiutato, e si deve distinguere se è una persona per bene”. Mmmm, quel “tendenza” e quel “si trova perso” come prudono. Però vabè, l’importante è lo sguardo d’insieme, che pare pure soddisfacente. O quanto meno un po’ meglio di tanto altro che si sente in giro.

Insomma, il caro Bergoglio sembra aver portato a casa il risultato. 
Un risultato da analizzare senza fare della facile demagogia.
 
Ascoltando Anna Paola Concia qualche spunto viene. Si parla di ammissione di umiltà: a fronte di giudizi affibbiati al mondo lgbtqi tutti giorni, che lui punti proprio sul fatto di non poter giudicare fa riflettere molto. E allontanandosi da troppo facili speranze e stupide illusioni, è normale, come dice la Concia, non potersi aspettare che il Papa sarà mai favorevole ai matrimoni omosessuali.
Fermo restando che Francesco I di sicuro è al corrente del momento delicato in cui la politica italiana si trova per quanto riguarda la discussione della legge contro l’omofobia e la transfobia.

Anche il punto di visto di Alessandro Zan, deputato Sel ed esponente movimento gay non è male: "Forse per la prima volta da un Papa vengono parole non apertamente omofobe che contrastano anche una certa facile omofobia che spesso si appella ai valori cattolici. Siamo di fronte a un cambio di rotta del Vaticano sui gay? C’è da dubitarne, ma intanto queste affermazioni del Papa vanno lette con attenzione perché pur essendo ancora lontane dai diritti, rappresentano comunque un fatto nuovo". Eh, perché no?

Certo, è ovvio. I dubbi, quelli restano. Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, ha sostenuto: “Le parole pronunciate da Papa Francesco sono dal punto di vista dello stile molto importanti, dopo tanti insulti ricevuti dalla gerarchia cattolica, da molte strutture ecclesiali. Papa Francesco rimanda alla morale cattolica in vigore, che nulla concede alla condizione omosessuale quando è felice e praticata. Insomma niente di nuovo sotto l’ombra del Cupolone, se non un cambiamento di stile, che in questo caso non è per ora sostanza”.

L'eterno scontro tra ottimismo e pessimismo.

Non sarà molto, ma chi si accontenta gode. Dicono.


domenica 9 giugno 2013

CENTO DI NOI, CENTO DI VOI

(quasi) Millequattrocento like.
(quasi) Trentamila visualizzazioni.
Cento post.

Sì, questo è il centesimo post che viene pubblicato su questo blog e non lo dedicheremo ad argomenti importanti. Non lo dedicheremo a fatti di cronaca ed attualità. Non lo dedicheremo a meritevoli iniziative.

Lo dedichiamo a noi.
E a voi.

A noi, perchè le penne (ormai tastiere, essendo nel ventunesimo secolo) che stanno dietro questi post sono ogni giorno più fiere di quelle che raccontano. Ogni riga scritta è una soddisfazione, è una parte di noi che viene narrata a chi la vuole leggere. Ogni post pubblicato è un grido forte che esprime quel che pensiamo e quel che sogniamo.
Si è parlato di un po' di tutto in questo blog.
Di cibo. Di musica. Di cinema. Di moda. Di diritti. E di Meladailabrianza.
Meladailabrianza, che ha prodigato ogni suo frammento per creare questo contenitore virtuale di pensieri e parole.

E a voi, perchè un libro che non viene letto, non ha ragione di essere un libro.

(quasi) Millequattrocento grazie.
(quasi) Trentamila grazie.
Cento grazie.


"Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo" [cit. Charles Buskowski, Il capitano è fuori a pranzo]


lunedì 3 giugno 2013

"LE COSE CAMBIANO", E CAMBIERANNO

Le cose cambiano.
L'abbiamo detto. L'abbiamo sperato. Ed è successo.
O quanto meno "Le cose cambiano" è nato.
Poi perché le cose cambino per davvero, ci vorrà il suo tempo.

Meladailabrianza è la prima a credere che le cose possa cambiare, così com'è cambiata questa Brianza. La provincia dove fino a un anno e mezzo fa l'omosessualità non esisteva, ora pare esserne piena. O almeno piena di chi vuole gridare a viva voce "Io sono qui e ci voglio restare".
Così come crede nel suo territorio, Meladailabrianza crede anche nel progetto "Le cose cambiano". Ma sarebbe troppo noioso raccontare che iniziativa è. Soprattutto perchè è già noto a tutti di cosa di tratta, ma servirà fingere di non sapere ancora niente per gustarsi meglio questo post.
Siamo andati a infastidire Chiara di "Le cose cambiano" per farci dire tutto e di più di questa iniziativa, che nel suo noma raccoglie tutte e una speranza.

Cominciamo. Chi siete? Cosa fate? Perché lo fate?
Siamo un'associazione che si chiama Girls and Boys e crede che il racconto sia uno strumento per fare del bene a chi lo fa e a chi lo ascolta. Siamo una casa editrice che si chiama Isbn
Edizioni e facciamo libri, perché ci piacciono le storie. Quella di It Gets Better era così bella che non poteva non essere raccontata anche qui, in Italia; ma siccome tradurre è tradire, abbiamo deciso di “tradire”, almeno in parte, gli Stati Uniti. Raccontando le nostre, di storie. Perché le cose cambiano in modo diverso, qui, e ci interessava capire come. Come ha scritto Linda nel post inaugurale del nostro blog “Ci piacerebbe che questa fosse una specie di biblioteca digitale di finali alternativi – positivi – che possa essere consultata da chiunque per trovare ispirazione, soprattutto da chi è bloccato davanti alla pagina bianca e non sa più come va avanti la propria storia. Mano a mano che raccogliamo le storie – che saranno perlopiù sotto forma di video – vogliamo pubblicarle, nel senso letterale di renderle pubbliche, dare loro visibilità. Non adotteremo i criteri con cui normalmente si selezionano le storie in casa editrice: non faremo caso alla ricercatezza della scrittura, all'architettura della trama, alla costruzione dei personaggi. Sospenderemo il giudizio, perché le troviamo tutte bellissime, utilissime. In questo particolare caso la bellezza e la verità sono costituite dalla scelta stessa di raccontare la propria esperienza, dal gesto di mettersi davanti a una telecamera – o a un foglio bianco – e dire: «Ascoltate me, le cose non stanno come credete, potete essere pienamente felici vivendo come vi pare, liberi di essere ciò che siete. E non solo, ottenere quella felicità è un vostro diritto. Vi racconto cos'è successo a me».

Le cose cambiano. Cosa deve cambiare? Chi deve cambiare? Perché le cose devono cambiare?
L'Italia, deve cambiare. E gli italiani. Perché il livello di violenza fisica e verbale nei confronti delle persone LGBT è altissimo, e non solo: c'è tutto un lavoro sui diritti che è ancora da fare. Stiamo iniziando adesso a sentirne parlare seriamente – con la proposta di una legge contro l'omofobia, o con quelle per il matrimonio egualitario. Che sia la volta buona? Lo possiamo solo sperare. Le cose devono cambiare perché non ci sia più bisogno di noi, perché nessuna ragazza, nessun ragazzo debba più pensare “di non avere avuto la fortuna di nascere eterosessuale”, come abbiamo letto di recente sui giornali. Perché nessuna ragazza, nessun ragazzo, debba più credere di essere solo al mondo, o di non avere alternative.

Qual è stato il primo video caricato? Quanti video avete raccolto finora?
Il primo video che abbiamo ricevuto è stato quello di Fulvio Zendrini, che fa parte di Girls and Boys. È stato caricato insieme ad altri video, abbiamo deciso di partire già con un piccolo archivio, per iniziare subito a cambiare le cose. Siamo arrivati a raccogliere quasi quaranta storie, e speriamo che sia solo l'inizio.

Quale vi sembra essere il feedback dal pubblico?
Ti racconto come è iniziata la mia giornata, per fartelo capire. È suonata la sveglia del telefono, l'ho preso per spegnerla e ho trovato un messaggio su Facebook che diceva più o meno così: potere finalmente esprimere ad alta voce ciò che non avevo mai detto mi ha liberata un bel po'. Senza te e senza Le Cose Cambiano non sarebbe accaduto! Perciò grazie mille. La strada è lunga e forse un po' in salita, ma sto cominciando ad intraprenderla, e questo è già fantastico, per me. Poi sono andata su Twitter e lì ho trovato quest'altro messaggio: mi domando se la mia vita sarebbe stata diversa se negli anni 90 avessi avuto il vostro supporto. Ecco, questo.

“Le cose cambiano” ha avuto subito molto seguito. Servivate. Eccome se servivate. Ora qual è il prossimo passo?
Il prossimo passo sarà quello di pubblicare un libro, insieme al Corriere della Sera, che sarà in parte una traduzione di It Gets Better: Coming Out, Overcoming Bullying, and Creating a Life Worth Living, e in parte tutto italiano. Il libro uscirà tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre, per arrivare là dove non arriva la rete. Speriamo possa diventare uno strumento utile non solo per gli adolescenti e le adolescenti LGBT, ma anche per i genitori, per gli insegnanti, per chiunque. E poi... si vedrà! Abbiamo un grande esempio, davanti a noi, quello degli Stati Uniti, dove il progetto It Gets Better sembra davvero avere contribuito a cambiare le cose. Facciamo parte della rete internazionale degli affiliati – un'esperienza meravigliosa, come fare parte di una grande famiglia.

Le cose potranno cambiare davvero?
Le cose stanno già cambiando, e allora non posso che risponderti di sì. Stanno già cambiando perché abbiamo sempre più voce, stanno già cambiando grazie al lavoro delle associazioni e a quello degli individui. Sono già cambiate: lo sentiamo dalle storie che ci stanno arrivando. Cambieranno: perché mai come in questo momento ci sono la voglia e le forze per farlo.

Qual è la più grande speranza di “Le cose cambiano”?
Quando abbiamo iniziato ci siamo detti: se questa cosa cambierà anche solo la vita di una persona, sapremo di avere raggiunto il nostro obiettivo. Ogni volta che qualcuno ci scrive per ringraziarci, per dirci che grazie a noi ha trovato il coraggio di fare coming out, o di rivolgersi a qualcuno, o di uscire dall'isolamento, ci diciamo: ce l'abbiamo fatta, ma ancora non ce l'abbiamo fatta, avanti con la prossima. Una persona alla volta, una storia alla volta: è così che le cose cambiano.


Cambiare le cose. Cambiare le vite.

Che poi, sarà che il liceo classico ti segna, ma "cambiare" deriva dal greco kambein/kamptein che voleva dire proprio curvare, piegare, girare intorno. 
Chissà che non sia la volta buona che qualche mente non curvi la sua direzione.


venerdì 3 maggio 2013

RAFFA vs VIVIANA


Due femmine. Due napoletane. Due matte.
Due personaggi a confronto. E lo scontro sarà duro.

Nome
Viviana
Raffa

Età
Non si chiede l’età a una signora. Sappi che sono abbastanza giovane per sopravvivere a una serata di Meladailabrianza.
Anagrafica 22, mentale 15

Taglio di capelli
Qualcuno dice Gabber, io so solo che quando li ho tagliati ero seriamente sbronza!
Cresta

Pagina di Facebook
Meladailabrianza
I’m Gay Any Problems?

Dove sei nata
Napoli
Napoli

Dove vivi
Arcore - (non è poi così male vi assicuro e poi c’è il BLOB che spacca!!)
Napoli , sperando di andar via presto

Cos'è Napoli per te
È la terra che mi ha vista crescere e diventare quella che sono. Napoli è il profumo di mare misto al ragù, al bucato steso al sole, al caffè! Napoli è una città dalle mille sfumature, fatta di persone che quando ti parlano ti guardano negli occhi, fatta di strade piene di spazzatura e di madonne. Napoli è una città che ti fa conoscere il bello e il brutto, colma di sofferenza, di precarietà, di ingiustizia ma anche di fiducia nel prossimo, di spirito di inventiva ed adattamento. Napoli è casa è famiglia è BURDELL’’!!
Napoli per me è stato il punto di inizio di tutto, della mia vita biologica e reale, quella legata alle mie battaglie. In un modo o nell'altro Napoli mi ha formata sia come persona che come combattente; perché vivere in una città così può ucciderti psicologicamente o, come nel mio caso, renderti una persona forte.

Dove vorresti essere
Dove sono! Mi avete adottata così bene, che questa Brianza inizia a piacermi sul serio!
America, o in generale dall'altra parte del mondo

Chi vorresti essere
Ma ovviamente nessun’ altro se non me stessa! Che domande! Sono una stronza, una terrona, sono una lesbica cattiva , ogni tanto spacco, altre un po’ meno, sono una disagiata… sono il frutto delle persone e delle situazioni che mi hanno sfiorata. Sono quella che vorrei essere!
Me stessa, senza sentirmi limitata nello spazio e nel tempo

Meladailabrianza siete tutti voi che ogni giorno ci sostenete in quello che facciamo. Nasce sul divano di casa mia, dal cuore di sette amici che vogliono a tutti i costi dimostrare che questa Brianza ricca di cultura, di giovani, di musica e solidarietà è pronta a vedere riconosciuto anche un popolo LGBTQI. A noi piace definirci ‘’ movimento di cuori liberi’’ eh si... cuori liberi e in continuo movimento, che nel nome racchiudono una richiesta di appartenenza importante e forte. L’omosessualità in Brianza esiste e Meladailabrianza è la sua voce!
È il movimento lgbt più figo della Brianza, che si smuove seriamente per la nostra comunità

È una pagina che riesce a divulgare una marea di informazioni raggiungendo un pubblico veramente vasto. È una delle poche pagine facebook che si occupa in modo serio e adeguato della lotto contro le discriminazioni e l’omofobia. I’m gay any problems per me è la Raffa e il suo spirito da combattente! È un progetto valido che va supportato, perché come diciamo sempre anche noi, sono i giovani che vanno istruiti in questa società, perché il sapere è un arma e loro fanno proprio questo!
È una pagina facebook nata con l'intento e la voglia di ribellarsi in una società chi ti tiene allo scuro solo per il tuo orientamento sessuale

Come combatti l'omofobia
Facendo informazione. Entrando nelle scuole, mostrando il mio essere senza vergogna, senza timore. Cercando di essere sempre giusta e adeguata. Dimostrando che insieme le cose riescono meglio. Il mio scopo è quello di far diventare le minoranze una maggioranza! Perché il potere è delle persone e insieme si può tutto!!
Senza nascondermi, vivendo ogni giorno dandomi da fare con I'm gay sia su facebook che nella vita reale, ad esempio organizzando piccole manifestazioni e flash mob

Cosa speri succeda in Italia in fatto di diritti omosessuali
Spero un giorno di uscire di casa sotto braccio di mia madre e fare il primo ballo con l'uomo più importante della mia vita, mio nonno. Asciugare le lacrime a mia nonna, che non aspetta altro che dire : ''Finalmente ti ho vista nel tuo stupendo abito bianco''. Spero quel giorno di avere le mie bellissime sorelle di fianco che mi accompagnano per mano verso quella che sarà la donna della mia vita. Spero un giorno di potermi sposare a casa mia…in ITALIA.
Che, come sta succedendo negli altri paesi, un giorno potrò sposare la donna che amo e mettere su famiglia con lei.

L'iniziativa da te organizzata (in fatto di diritti gay) di cui vai più fiera
Fatti Uguali - un appello rivolto ai sindaci per l’istituzione dei Registri delle Unioni Civili nei comuni della provincia di Monza e Brianza. (ricordo che per il momento, sono quattro i comuni in Brianza che si sono allineati alla nostra richiesta).
Il flash mob a Piazza del Pantheon che terremo questo 17 maggio così come gli altri anni; perché anche se i politici restano indifferenti, sappiamo che ci ascoltano.

Perché sarai in Acropolis il 17 maggio
Per baciarvi tutt* ovviamente
Perché sono serate particolari e non con la solita musica

Cosa succederà in Acropolis il 17 maggio
In una esplosione di colore rivendicheremo per l’ennesima volta una Brianza anche nostra in una delle giornate più significative per la lotta contro l’omofonia.
Lo scoprirete venendoci anche voi!

La tua frase di battaglia
Santa patata, sempre sia lodata!!
''Ricorda, nulla fa incazzare quanto un omosessuale che ha successo'' (Brian Kinney)

Basta parole. Nient'altro da aggiungere.
Se non che tutto questo (e ben altro) succederà in Acropolis venerdì 17 maggio durante Kiss Me Any Problems.

Sì, signori, la Giornata Mondiale contro l'Omofobia e la Transfobia la festeggerete con Meladailabrianza e con una crew al completo. Sul palco, che sarà loro territorio per tutta la serata, ci sarà la gang Trashick al completo: Lady Violet, Vanille, Steph Orkid e Duke. Il photoset, loro possesso impenetrabile, tornerà nelle mani di Em Photoproject. Ai diversivi, loro zona intoccabile, ci sarà Too Genius Freaks.
Al tocco di follia ci penserà la special guest della serata, Raffa Kinney.
Al divertimento, suo diritto inviolabile, Maya Luna.
Per tutto il resto, c'è Meladailabrianza.

Che fai, non vieni?


sabato 27 aprile 2013

"CHE TUTTO QUESTO NON FINISCA MAI"


E con queste parole si è chiusa la penultima serata in Acropolis della stagione 2013 di Meladailabrianza. Una serata piena di emozioni, vecchie e nuove conoscenze, sguardi affascinati dal fuoco come i bambini e musica che ha riempito pance e gambe.

E via con i ringraziamenti.
Grazie a Lune Al Tempio, che con i loro giochi di fuoco hanno lasciato tutti a bocca aperta.
Grazie a Frenzy dj e alla sua musica che ha fatto impazzire tutti.
Grazie a Vale EFFE e Alex C che hanno fatto dare tutti fuori da matto ("La gente era troppo presa bene: sotto il palco alzavano le braccia al cielo come ad un concerto", citazione di fine serata).
Grazie a mamma Burgio per l'allestimento.
Grazie a Giulia e alla sua esibizione sul palco, perchè a quanto abbiamo potuto vedere, come balla lei non balla nessuno.
Grazie a Gp e al suo solito visual set da sballo.
Grazie alla Meli e alla Vale che hanno immortalato con i loro obiettivi i momenti più belli della serata.
Grazie al coinquilino della Lanzani per il supporto logistico.
Grazie allo stagista e alla sua impertinenza nel filmare ciò che dovrebbe e ciò che non dovrebbe, perdendosi a volte le scene migliori.
Grazie a Maya Luna, indescrivibile come al solito.

E come sempre, grazie ad Arci Acropolis per averci protetto dalla pioggia.
Pioggia, che non ha fermato nessuno. A quanto pare.

E tra lanterne cinesi bruciate (sì, sono un'imbranata e allora!?) e lanterne cinesi volate, la serata è stata colma di desideri espressi o esauditi.

Appuntamento il 17 maggio per la serata finale di stagione. 
Se ne vedranno delle belle, dicono.


Stay Tuned.


giovedì 7 marzo 2013

DON GALLO, TWITTER E IL PAPA GAY


"Sarebbe un sogno vedere un papa gay affacciarsi a San  Pietro, e che lo rivelasse a tutti, sarebbe la parità tra i figli di Dio".

Eccolo lì, scritto nero su bianco. Su Twitter. Giusto ieri.

E chi lo scrive non è il solito irriverente sognatore che non smette mai di provocare la società. E non è nemmeno l’esponente di una delle tante associazioni omosessuali che vorrebbe vedere raggiunti obiettivi inavvicinabili. E non è neanche il folle pensiero di uno scrittore al limite della realtà.
È Don Andrea Gallo a scriverlo, alla vigilia del nuovo Conclave, dopo le sofferte dimissioni dell’affezionato Benedetto.

E così il fondatore della comunità di San Benedetto al Porto è da sempre stato attento ai diritti della realtà omosessuale e se ne è uscito con la sua sparatona. "Un papa omosessuale sarebbe una cosa magnifica. Pensare che uno si affacci a Piazza San Pietro e lo dica sarebbe grande. C'è la parità dei figli di Dio, è l'essenza del Vangelo, siamo tutti figli e figlie di Dio”. 
E poi non si è risparmiato tutto il resto.

A “La Zanzara” ha ribadito l’importanza di poter far coming out anche all’interno della Chiesa: “Il prete omosessuale deve poter essere libero di esprimere la sua identità e la sua sessualità, altrimenti si reprime e arriva alla pedofilia”. Piano a giudicare. Non sta né difendendo né giustificando il reato peggiore del mondo. Anzi, a testimonianza Don Gallo ha anche rivelato di aver subito “dei tentativi di violenze omosessuali, diciamo delle insidie, che ho respinto, sono sempre stato un ribelle". "Ero un giovane prete - ha raccontato - e fu un vescovo a farmi delle avances. L’ho mandato a fare in culo". Urca.

E bravo Don Gallo.
Chissà che non sia la volta che anche la Chiesa cambi davvero faccia.


lunedì 14 gennaio 2013

L'ERBA "VOGLIO"


Superata la minaccia dell’antica popolazione, ora c’è tempo per riflettere sui buoni propositi. Capodanno permettendo.

La bacheca dei desideri, quel lontano 21 dicembre, era bella piena di progetti, idee, insulti e chi più ne ha più ne metta.

Ma chi ha mantenuto fede alle proprie intenzioni?
Magari qualcuno sì, la maggior parte no probabilmente.
Un in bocca al lupo a chi voleva laurearsi. E anche a chi voleva abbracciare una gallina.



Non vorrei mai innamorarmi
Non voglio
Silvia
Le parole e pensieri
Io sogno una mente sana
Voglio andare a vivere in campagna/voglio la rugiada che mi bagna
Cerco tiempo ma nun ce ne sta
La pace nel mondo
Per tutti i piromani che portano le scarpe a strappoooo
Dammi un bisonte
Voglio laurearmi
Vorrei non dover scegliere (tra i miei due uomini)
Vorrei liberarmi / stitica?
Tornare in messico
Se mai tu ritornerai da ME
Voglio dire a Sapo che è simpatico come un coyote irlandese/ fallo subito
Voglio abbracciare una gallina
Voglio trovare lavoro
Francesca cristooooooo!
Ely e mary amiche 4 ever + soldi + lavoro + finire gli studi + sesso ogni giorno
Vorrei avere desideri
Voglio mangiare senza ingrassare
Voglio un matrimonio per tutti/e <3
Voglio un paio di bacchette nuove!
Voglio divertirmi sempre!
Voglio il fotografo
Voglio una nuvola
Meladai la brianza... meladai in brianza? :)
Voglio un paio di tette nuove!
Non voglio depliarmi più
Voglio satana
Voglio farmi un altro tatuaggio
Voglio avere inventiva
Voglio una donna
Voglio ballare tutte le sere
Ti porterò a cena sul braccio della ruspa


Ma poi, tu, te la sei presa la tua nuvola?



venerdì 11 gennaio 2013

TU' IS MEGL' CHE UAN


Un minore può crescere in modo equilibrato anche in una famiglia omosessuale.
Non è che ci fosse bisogno di dirlo, ma di scriverlo sì.
Questa è la sentenza che oggi ha emesso la Corte di Cassazione, affermando che sia un mero pregiudizio sostenere che “sia dannoso per l'equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale".

Così è stato confermato dalla Prima sezione civile l’affidamento esclusivo di un bambino alla madre, la quale convive con un’altra donna. La donna aveva avuto il figlio da un uomo di religione islamica, la cui difesa, nel luglio 2012, aveva contestato questa modalità di affidamento, avvalendosi delle ormai trite e ritrite tesi come le ripercussioni che avrebbe avuto sul piccolo il crescere inserito in una famiglia gay. La Cassazione, oggi, ha respinto il ricordo, sottolineando che alla base di esso “non sono poste certezze scientifiche o dati di esperienza, bensì il mero pregiudizio”. Vittoria.
E non è finita qui. La Prima sezione civile annota anche che “si dà per scontato ciò che invece è da dimostrare, ossia la dannosità di quel contesto familiare per il bambino, che comunque correttamente la Corte d'appello ha preteso fosse specificamente argomentata”.
Come aveva già egregiamente riassunto in questo stesso blog, anche Paola Concia ribadisce che ci sono moltissimi studi che dimostrano come l’orientamento sessuale all’interno di una coppia non condizioni la crescita del bambino.

E, giustamente, l’Arcigay parla di sentenza storica.
Per Ignazio Marino, senatore Pd, “La Corte ha sancito un principio di civiltà”.
Per Gasparri, invece, è solo un pericoloso precedente. “Perché di fatto apre ai figli nelle coppie gay, sostituendosi al legislatore giacché nel nostro paese non è possibile dare in affido un bambino a coppie dello stesso orientamento sessuale”. E ciò sarebbe un pericolo? Secondo lui esistono “studi medico-scientifici che dimostrano i danni psicologici riportati da bambini cresciuti da coppie omosessuali (probabilmente non ci rivolgiamo alle stesse fonti scientifiche) e i giudici li hanno ignorati, ma hanno anche violato la Costituzione che riconosce nella famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna la società naturale nella quale crescere i figli”. Violazione della Costituzione? Società naturale?
Da un altro esponente Pdl, Giancarlo Galan, arriva una valutazione opposta: «È un passo avanti, lo Stato laico deve ascoltare i cittadini, nessun’altro». Finalmente un po’ di concretezza.
Ma dulcis in fundo, non poteva mancare il penetrante e ficcante Giovanardi. Senza di lui nemmeno noi avremmo fatto molto. E questa volta non si è smentito e ha fatto sentire la sua voce: “È totalmente inaccettabile il vizio dei magistrati di sostituirsi ai legislatori trinciando giudizi temerari» sulla equilibrata crescita di un bambino. Meglio che lo faccia lui?

Che questo sia solo l’inizio verso un’Italia più civile?
Quel che conta per ora è che un bambino ora possa vivere con la sua mamma.
E se “Di mamma ce n’è una sola”, se ce ne sono due è anche meglio.
D’altronde “tù is megl’ che uan”, o no?


lunedì 31 dicembre 2012

IL MEGLIO DEL VIMERCATESE (?)

Il Cittadino di Monza e Brianza, una testata autorevole e storica sul territorio brianzolo, dalle radici profonde che affondano nel passato della nostra bella provincia.
La redazione qualche giorno fa indìce un sondaggio per eleggere i quattro brianzoli dell'anno, le quattro personalità che hanno dato lustro e orgoglio alla nostra zona. Una volta eletti sarebbero stati pubblicati sabato scorso, 29 dicembre, sulle prime pagine delle quattro edizioni della testata: Brianza Sud, Brianza Nord, Valle del Seveso e Vimercatese.
Sorvolando sulle indiscutibili scelte che hanno riguardato tre delle edizioni, l'attenzione cade sulla quarta: il Vimercatese, il quale dedica la sua prima pagina ad Emis Killa.

Il personaggio ha già fatto parlare di sè anche questo blog, il quale gli aveva dedicato un post musicale, per così dire, dopo un fatto di cronaca che l'aveva visto protagonista. E ora lo si ritrova sulla prima pagina del giornale che per eccellenza dovrebbe ritrarre la nostra provincia.
Probabilmente questa provincia - o quanto meno questo giornale - non ritrae proprio noi.

Senza rivangare ciò che già era stato scritto sull'argomento, le polemiche che hanno visto il giovale rapper vimercatese al centro del'attenzione avevano un peso non indifferente per la comunità omosessuale che Meladailabrianza si è prefissata di rappresentare. 
Senza addentrarsi troppo nelle dinamiche che possono aver spinto una redazione come quella de "Il Cittadino di Monza e Brianza" ad eleggere Emis Killa a personaggio vimercatese dell'anno, la domanda è i vimercatesi si ritrovano in lui? Sono davvero fieri di essere che il loro personaggio dell'anno sia un ventitreenne le cui canzoni recitano la sua intolleranza (per essere soft e diplomatici) verso ogni forma di omosessualità? Emis Killa è davvero ciò che di meglio Vimercate può offrire?

Ai posteri l'ardua sentenza.


domenica 23 dicembre 2012

WE WILL SURVIVE

Spiegarla è riduttivo.
Descriverla è riduttivo.
Raccontarla è impossibile.

Questo e molto altro è stata la fine del mondo. La nostra fine del mondo.

L'ultima serata di Meladailabrianza al Bloom ha davvero spaccato tutto. Maya compresi.

Il palco non è stato distrutto, ma poco ci è mancato.
Ha parlato sotto le proiezioni di Gp. Ha arrossito sotto le riprese dello stagista. Ha vibrato sotto le venti mani e le tre voci dei Jazz Lag. Ha tremato sotto i tacchi di Rovyna. Ha ballato sotto i dischi di Ikka. E ha vacillato sotto la consolle di Meladailabrianza.

Insomma, il solito casino.


Ringraziare è d'obbligo.
Sopravvivere è stato un lusso.



mercoledì 19 dicembre 2012

SPACCARE (I MAYA)


Una marea di cose da fare, troppo poco tempo per farle.
La fine del mondo è alle porte e in due giorni bisogna arrabattarsi con quel poco che si ha a disposizione. Esprimere, ma soprattutto realizzare, gli ultimi desideri prima del giudizio finale si fa difficile.

Appurato che le voglie della popolazione sono le più disparate, chiedere a chi, venerdì sera al Bloom, contribuirà dal palcoscenico a questa fine del mondo è d’obbligo.

Concreti e lanciati verso il successo, i Jazz Lag, che avranno il compito di traghettare gli incauti presenti dagli anni Venti fino agli anni Settanta, esprimono un desiderio dalla forte connotazione carrieristica: “Il nostro desiderio prima che finisca il mondo è fare una turnè a Kuala Lumpur”. E sti cazzi, si può dire?
Chi li seguirebbe fino in capo al mondo, questa volta, ci guadagnerebbe pure. E anche tanto.

Seconde (non certo per importanza, ma solo per esibizione) sono le ragazze di Gaia360. Quelle che se per caso cadesse il mondo, si sono spostaste un po’ più in là: in Brianza. Quello che loro vorrebbero prima della fine del mondo? Quello che tutti le seguiremo a fare. “Gaia360 innanzitutto vorrebbe essere sicura di non sopravvivere alla fine del mondo, la cosa peggiore che potrebbe capitare, infatti, non è morire tutti insieme, ma sopravvivere da soli. E poi, diciamocelo, non siamo gli elementi più brillanti sui quali punteremmo per la continuità della specie. Quindi prima della fine del mondo ci piacerebbe chiamare un giro di chupiti, l'ultimo, per tutti: 1-2-3 boom!”.

E in mezzo a visual set, photoset e alcol set, chissà che anche qualche altro desiderio non venga esaudito.



Infine, quello che desidera Meladailabrianza? Bè, questo ve lo diciamo venerdì.
Di sicuro sarà qualcosa che SPACCA.